Non dieci dashboard.
Un posto solo.
Quaranta superfici producono quaranta rivoli di dato che nessuno legge. La control room è il punto in cui il segnale diventa interrogabile: quali superfici usano una certa capability, quali divergono sul token primario, quali stanno perdendo terreno. È la precondizione tecnica di qualunque governance su scala.
Sei letture, una sorgente
Ogni riquadro risponde a una domanda che a quaranta superfici non è più rispondibile a occhio.
KPI per touchpoint e per portafoglio
Acquisizione, conversione, retention per superficie e aggregate. Non vanity metric: le grandezze su cui l'organizzazione prende decisioni di budget.
Pain & gain come traiettoria
Cosa ha funzionato e cosa no, nel tempo, con gli eventi di prodotto ancorati alla curva. I gain in blu, i pain in rosso, le cause a portata di clic.
Raccomandazioni con impatto stimato
Il motore collega gli eventi ai movimenti delle metriche e propone la mossa successiva con impatto stimato. Approvi, si applica alla sorgente, si propaga.
Esperimenti attivi e loro stato
Test aperti, varianti in campo, significatività raggiunta. Promuovere il vincitore significa pubblicare su tutte le superfici che condividono quel blueprint.
Deriva di identità
La distanza tra identità dichiarata e identità rivelata, misurata da Numena e mostrata come scostamento nel tempo invece che come giudizio istantaneo.
Conformità e accessibilità
Stato di consenso, policy e accessibilità per superficie. La conformità è emessa con la superficie tramite Complai, quindi qui si verifica — non si rincorre.
Il motivo per cui il dato è leggibile
è perché la superficie è nata strumentata.
Una dashboard collegata a superfici generate indipendentemente può solo aggregare numeri che non si parlano. In Ekitai il touchpoint è un oggetto dichiarato — manifest, sezioni, atoms, capability — quindi il dato arriva già correlato alla struttura che lo ha prodotto. Puoi risalire da una metrica che si muove al blocco che l'ha mossa, e da lì alla sorgente da modificare.